Inaugurazione mostra "G4/58. Verso la montagna di Luce" - Monti Sorgenti
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Inaugurazione mostra “G4/58. Verso la montagna di Luce”

“L’impresa sul GIV del 1958 ha sfaccettature che sono uniche nella storia dell’alpinismo – ha detto Alberto Pirovano, presidente del CAI Lecco all’inaugurazione –. E’ una delle poche spedizioni organizzate dal Cai nazionale ma ha una forte impronta lecchese, soprattutto nello stile della salita. Uno stile quasi operaio, con pochissimi portatori d’alta quota, e la cresta terminale salita in stile alpino. C’è poi una storia tutta particolare sulla sua origine e sui componenti: doveva avere come obiettivo il Gasherbrum I (Hidden Peak), ma agli italiani viene assegnato il Gasherbrum IV che allora era quotato 7000 metri. Forse un segno del destino: è una montagna difficilissima, con un’incredibile parete lucente fatta di marmo. Riccardo Cassin viene eletto capo spedizione quasi come riparazione ai torti subiti nella spedizione al K2 di quattro anni prima; la polemica con Bonatti non era ancora esplosa, con loro c’è Carlo Mauri. Si conclude scrivendo una pagina di storia indimenticabile. Per tutti questi motivi teniamo molto a questa mostra, che fra l’altro risulta di grande attualità, oltre che per il 60° anniversario, anche perché in partenza c’è una spedizione che tenterà di compiere la prima ripetizione della via. Una spedizione dell’esercito a cui parteciperà come unico “civile” un lecchese come Daniele Bernasconi, già autore di un grande salita in quella zona. La spedizione partirà il 10 giugno. Non nascondo che mi piacerebbe rivedere quei gagliardetti sulla cima”.

Le foto e i documenti di Fosco Maraini che costituiscono la mostra insieme a cimeli d’epoca e a interviste inedite, oltre a raccontare l’impresa “mostrano il volto umano di quella che allora era visto come un’impresa di scalatori dell’impossibile”.

Emilio Aldeghi coordinatore di Monti Sorgenti, si è detto orgoglioso di aprire l’edizione 2018 con questa mostra e ha ringraziato le istituzioni, gli allestitori Alessandro Dubini e Giovanna Colombo, Marco Albino Ferrari curatore delle immagini e dei testi, il sistema museale e tutti i volontari.

Virginio Brivio, sindaco di Lecco, ha sottolineato che “da un lato si vuole riscoprire un evento dall’altro si lavora per portare alla gente un patrimonio collettivo fortemente legato al presente, non solo perché si rinnova la tradizione con la spedizione in partenza ma anche perché rappresenta un invito ad avvicinarsi alla montagna, ognuno secondo le proprie capacità, e non solo dal punto di vista fisico ma anche dal punto di vista della conoscenza, della storia e della cultura.



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